domenica 24 maggio 2020
SOGNO E SON MESTO.
Il primo essere vivente di cui ho ricordo è un cavallo.
Dovevo essere in braccio a qualcuno dato che la bestia ed io ci guardavamo vis a vis.
Eravamo in una stalla, il cavallo era grande, scuro, e aveva un buon odore.
Con mia madre, cercai di ricostruire di quale lallo si trattasse e quale periodo potesse essere.
Forse si trattava di Bona, una lalla da calesse di mio nonno: don Raffaé.
Forse si trattava di Bona, una lalla da calesse di mio nonno: don Raffaé.
Quando nacqui - 13 Marzo 1945 - mio nonno aveva smesso da tempo di fare il carrettiere ma continuava a spostarsi col biroccino, appunto, e, oltre a Bona, aveva 2 muli per i lavori in campagna.
Secondo mia madre, Bona (baio oscuro) restò in casa fino al 1947 o forse fino al 1948, poi arrivò Canario un sauro dorato con una bellissima criniera bionda che fu, in seguito, sostituito da un mezzocavallo, più facile da maneggiare e da governare di nome Cardillo (baio ciliegia con stellina in fronte).
Qualche tempo dopo questo cambio - 1956 - il nonno morì.
Naturalmente ho ricordi vivissimi sia di quei due cavalli che dei due muli citati... e quest'ultimi furono i miei primi destrieri.
Dunque, dovevo avere 2/3 anni per ricordarmi di Bona, ma forse, non è un vero ricordo, può darsi che sia una mia ricostruzione (inconscia) fatta a posteriori ascoltando i racconti di cavalli di mio nonno e di mia madre.
Ma non ha importanza, perché nulla è cambiato... dopo oltre 70 anni ho ancora davanti agli occhi - questa volta ben tangibile - un cavallo nero dal "buon odore".
Ovvero, tutto è cambiato... tranne il mio amore per i cavalli.
Passata (tra poco... pochissimo) la mia generazione, e, forse quella successiva, il cavallo sarà definitivamente il lallo, l'equitazione, anche quella "etica", sarà guardata con sospetto dalle anime belle e questa bestia avrà finalmente, ufficialmente, legalmente e definitivamente lo stato di animale d'affezione, di animale da compagnia.
I bimbi del 2050, sapranno che il lallo un tempo era un preziosissimo animale da lavoro, d'utilità, ma guarderanno a questo fatto come a una "barbaria" come vediamo i combattimenti dei gladiatori dell'antica Roma o la condizione dell'infanzia ai tempi della Londra di Dickens.
Mi rendo perfettamente conto che non si torna indietro ed è bene che sia così.
Le due signore sotto hanno all'incirca la stessa età, quella a sx è una farmacista di Abbiategrasso, ha una figlia di 15 anni, avuta quando lei ne aveva 33, va a cavallo da dieci anni seguita da due "cape", ma di equitazione e cavalli non ha ancora capito un cazzo.
Quella a dx è una contadina, ha 7 figli e ha fatto una dozzina di gravidanze, la prima a 15 anni.
Di equitazione non ne sa una minchia ma va a cavallo da quando aveva 7 anni, il padre le ha spiegato quelle 4/5 cose necessarie per restare in sella, da del tu ai cavalli, ma anche ai maiali, capre, vacche, pecore e conigli.
Come ho detto, non rimpiango nulla di quel tempo e bisogna adeguarsi, ma questo non significa mandare il cervello all'ammasso.
Dunque, siamo/saremo di fronte a un bivio.... sob! Sarete di fronte ad un bivio,
Prendere un cavallo... anzi un lallo sarà più impegnativo, più responsabilizzante, più oneroso e più costoso di un matrimonio, e, a differenza di questo, la relazione donna/lallo sarà praticamente indissolubile.
Ora, tra le stronzate e le liete puttanate in circolazione è difficile raccapezzarsi, tutti i depositari di classiche ricette e di innovativi metodi fanno di tutto per rendere le cose facili difficili e quelle difficili impossibili.
Invece "Addestrare i cavalli è semplice"... parola di JDO, ma semplice non vuol dire facile!
Ora, se in futuro ci sarà la definitiva trasformazione del cavallo in animale d'affezione, in animale da compagnia, allora tutto quello che c'è scritto in questo blog, in particolare in quest post in sospeso ha pochissimo valore, se invece l'equitazione, in qualche modo, continuerà, allora ci troverete le chiavi per governare l'assioma in maniera più delicata e confacente all'attuale immaginario collettivo.
Eh già!
Non si può fare la frittata senza rompere le uova, non si può praticare l'equitazione senza sottostare all'assioma di L'Hotte.
Però c'è modo e modo.
Ovvero, tutto è cambiato... tranne il mio amore per i cavalli.
Passata (tra poco... pochissimo) la mia generazione, e, forse quella successiva, il cavallo sarà definitivamente il lallo, l'equitazione, anche quella "etica", sarà guardata con sospetto dalle anime belle e questa bestia avrà finalmente, ufficialmente, legalmente e definitivamente lo stato di animale d'affezione, di animale da compagnia.
I bimbi del 2050, sapranno che il lallo un tempo era un preziosissimo animale da lavoro, d'utilità, ma guarderanno a questo fatto come a una "barbaria" come vediamo i combattimenti dei gladiatori dell'antica Roma o la condizione dell'infanzia ai tempi della Londra di Dickens.
Mi rendo perfettamente conto che non si torna indietro ed è bene che sia così.
Le due signore sotto hanno all'incirca la stessa età, quella a sx è una farmacista di Abbiategrasso, ha una figlia di 15 anni, avuta quando lei ne aveva 33, va a cavallo da dieci anni seguita da due "cape", ma di equitazione e cavalli non ha ancora capito un cazzo.
Quella a dx è una contadina, ha 7 figli e ha fatto una dozzina di gravidanze, la prima a 15 anni.
Di equitazione non ne sa una minchia ma va a cavallo da quando aveva 7 anni, il padre le ha spiegato quelle 4/5 cose necessarie per restare in sella, da del tu ai cavalli, ma anche ai maiali, capre, vacche, pecore e conigli.
Come ho detto, non rimpiango nulla di quel tempo e bisogna adeguarsi, ma questo non significa mandare il cervello all'ammasso.
- da un lato l'equitazione etica, etologica, in leggerezza, ragionata, razionale, naturale, dolce... zuccherata... mielosa...
- dall'altro la definitiva trasformazione del cavallo in animale d'affezione, in animale da compagnia.
Prendere un cavallo... anzi un lallo sarà più impegnativo, più responsabilizzante, più oneroso e più costoso di un matrimonio, e, a differenza di questo, la relazione donna/lallo sarà praticamente indissolubile.
Ora, tra le stronzate e le liete puttanate in circolazione è difficile raccapezzarsi, tutti i depositari di classiche ricette e di innovativi metodi fanno di tutto per rendere le cose facili difficili e quelle difficili impossibili.
Invece "Addestrare i cavalli è semplice"... parola di JDO, ma semplice non vuol dire facile!
Ora, se in futuro ci sarà la definitiva trasformazione del cavallo in animale d'affezione, in animale da compagnia, allora tutto quello che c'è scritto in questo blog, in particolare in quest post in sospeso ha pochissimo valore, se invece l'equitazione, in qualche modo, continuerà, allora ci troverete le chiavi per governare l'assioma in maniera più delicata e confacente all'attuale immaginario collettivo.
Eh già!
Non si può fare la frittata senza rompere le uova, non si può praticare l'equitazione senza sottostare all'assioma di L'Hotte.
Però c'è modo e modo.





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