LE OPERE DI "CAVALLARERIA".
Sopra vedete il generale L'Hotte, che non abbisogna di ulteriori presentazioni, con affianco uno sconosciuto "cavallaro" della prima metà del secolo scorso.
Probabilmente è un contadino, un pastore, un commerciante di animali... chissà. Di certo era un benestante, dato che, a quel tempo, solo i nobili, i benestanti e i militari avevano cavalli, mentre i muli e gli asini erano i mezzi di trasporto del "popolo" dell'italietta ancora agricola. Dovete notare che l'assetto e la tenuta di redini del grande cavallerizzo e dell'ignoto cavaliere sono simili... sono uguali, perché? Allora, proviamo a vedere l'equitazione, di ieri e di oggi, con gli occhi di un vecchio cavallaro.



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giovedì 25 febbraio 2021

IL CAVALLARO

 DOVE ERAVAMO RIMASTI?


Le foto sono tratte dal blog: Ecole de dressage  HENRIQUET e riguardano l'effetto d'assieme del quale ho già parlato e - ora - più diffusamente parlerò.
Cominciamo dal dizionario di Baucher, sintetizzo: gli effetti di insieme, sfruttano la forza correttamente contrapposta tra mano e gambe con lo scopo di immobilizzare il lallo.
Il grande cavallerizzo scrive le stesse cose che disse cumpari Rocco carrettiere lucano temporaneamente cavalleggiero coscritto alla Scuola di Pinerolo all'esame della sezione graduati istruiti da Caprilli: Parma 1902:
... lo stuccio nu poco, ce dongo nu poco i speroni, nu tiro mm'occa e chillo se riunisce. 
Ma le questioni si allargano se leggiamo quanto scrive a proposito Decarpentry, della cui autorevolezza non è lecito dubitare: l'effect d'ensamble, s'apparente ainsi a celui des appareills de contention inventé dans le meme but, depuis: le tordnez, jusqu'à la longe Barnum, en passant par les piliers, le "travail" des maréchaux, le systéme Rarey, et l'Hippo-lasso de Raabe.
traduco:  "... possiamo considerare l'effetto d'assieme alla stessa stregua di quei strumenti inventati per contenere il cavallo come: il torcinaso, la longhina Barnum, i pilieri, la gabbia/il travaglio che usano i maniscalchi, il sistema di abbattimento con le corde di Rarey e quello di Raabe: l'hippolasso." 

Sotto vedete: 
  • il torcinaso.
  • il travaglio contenete un bue per la ferratura,
  • la longhina Barnum.
  • l'ippolasso di Raabe,
  • le corde di contenimento e abbattimento di Rarey e
  • i pilieri a Saumur.
Non c'è bisogno di esser grandi esperti per capire che questi strumenti sono di una efficacia estrema,  delle gabbie, delle camicie di forza, delle prigioni dalle quali manco Houdini sarebbe potuto sortire.
Allora dovremmo porci delle domande: come è possibile che un cavaliere possa bloccare un lallo come fa il travaglio come fanno i pilieri e compagnia cantando solo con mani e gambe?
Quali sono i principi sui quali si basa questo contenimento, questo asservimento, questa sottomissione? 
Torniamo a Baucher e a quanto scrive nel suo "Metodo":

Traduco: Già molto tempo prima che pubblicassi il mio "Dizionario d'Equitazione" conoscevo tutti gli eccellenti effetti del'uso degli speroni.*
Ciò nonostante, non mi impegnai nello sviluppo di quei principi perché quello che disse un mio amico mi preoccupava molto.
Questa persona, col mio metodo, aveva ottenuto dei risultati che gli sembravano miracolosi: Straordinario! Incredibile! esclamava: ma è un rasoio nelle mani di una scimmia! 
E' vero, l'uso degli speroni richiede: prudenza, tatto, progressione, ma i risultati sono davvero preziosi, ma ora che ho dimostrato l'efficacia del mio metodo con l'evidenza, ora che i miei più feroci nemici son diventati miei partigiani, non ho più paura di sviluppare un procedimento che considero uno dei più bei risultati delle mie lunghe ricerche sull'equitazione.
*in francese si usa il lemma attaque per indicare il tocco degli speroni, i traduttori itagliani rendono imperterriti alla "letterissima" con:  attacco.
In vero, la traduzione alla lettera sarebbe speronata, ma il termine è scorretto in linguaggio tecnico equestre dove è preferibile usare: tocco dello sperone, uso degli speroni, appunto.

Queste questioni e queste domande evidenziano dei problemi che, alla luce di una osservazione oggettiva, sono sorti... mi sono sorti, ai quali ho già accennato e che ora svilupperò.
Il "padre di tutti i ploblemi" è che Baucher - pur ottenendo sorprendenti risultati - non ha capito quello che faceva.
I suoi seguaci, i suoi epigoni, lo hanno seguito per quella rotta sbagliata "perfezionandola" ed evolvendola nell'errore, dunque, perpetuandolo fino ai giorni nostri trasferito nello sport del dressage.








.
... IL SEGUITO NELLE "FLESSIONI".

GROPPO

 Dal Tommaeseo on line:



AGGROPPARE
e † AGGROPPIARE. V. a. Da GROPPO. Avvolgere, Avviluppare. [Val.] Bart. Cin. 2. 198. Proponendo d'almen farlo tutto aggroppar di catene, e portarlo fuori del regno.
2. Per simil. Franc. Barb. 15. 5. (C) E chi sua lingua aggroppa Per lo corrente parlar, ed inciampa.
3. Fig. N. pass. Ammassare. Dittam. 2. 11. (Mt.) Ma perchè dove ricchezza s'aggroppa, Lussuria, ira, gola e avarizia, Accidia, invidia, superbia ne schioppa.
4. E N. [Camp.] Riunire, Compilare, Compendiare, e simili. Volg. Art. Am. Scol. Ora che via sia da stare o da tenere nell'andare all'amante, Publio in questo modo aggroppa.

Gli antichi cavallerizzi italiani usavano il termine aggroppare nel significato di: curvare/piegare qualcosa arrotondandola/piegandola come una groppa, appunto.
Nella sostanza volevano dire: fate abbassare le anche al vostro cavallo per mettere/per caricare il peso sulla sua groppa, punto.

Rassembler : Etat de parfait équilibre résultant d'une flexion très prononcée des hanches, qui entraîne allègement et relèvement de l'avant-main. Le cheval, rond, articulations fléchies, peut entamer n'importe quel mouvement, à tout instant, en toute direction.
Riunione: stato di perfetto equilibrio risultante dalla flessione molto accentuata delle anche, che porta all’alleggerimento e al sollevamento dell’avantreno. Il cavallo, rotondo, con le articolazioni piegate, può affrontare qualsiasi movimento - istantaneamente - in tutte le direzioni.
Questa definizione è corretta, salvo le interpretazioni, le forzature e le innovazioni che tanti si son sentiti e si sentono in dovere di fare “pro domo loro” a cominciare dai caprillioni, che - come è naturale che fosse - non c’hanno capito una beatissima minchia ehanno escluso la riunione a priori da ogni insegnamento.
Si torna alla riunione
Oggi, con la moda della equitazione classica, si torna alla riunione senza - in realtà - capirne un tubo, infatti, abbiamo acquistato tonnellate di frison che - pur coi posteriori fuori di  se - piaffano e passeggiano per innata predisposizione di razza (prevalentemente carrozziera) ; abbiamo importato vagonate di andalusi - conosciuti fin dal XVI secolo come pissadores (La Gueriniere) - che “steppano” alzano le zampe per loro natura... ma fanno la "singer"... la "macchina da cucire".Ad ogni festa paesana vediamo emeriti cavallerizzi di 14 anni e giulive amazzoni - con un culo che fa provincia - piaffare altezzosi in sella a besti da 8 tonnellate.

Le rassembler
In Francia, l’aggroppare dei maestri italiani, diventa rassembler, riunire, raccogliere, concentrare, restringere, mettere assieme ecc. da quì nascono gli equivoci e i sapienti pipponi dei sapientissimi sapienti che tutto sanno.
Ma cerchiamo di capire, in chiave moderna, cosa si intende per rassembler. Per la bisogna, ci rivolgiamo al massimo esperto dell’equitazione francese, il generale Decarpentry  che nel suo fondamentale Equitation Academique scrive: 
La riunione del cavallo è un atteggiamento che riguarda l’assetto generale di tutte le parti del suo corpo, e piazza ciascuna di queste in maniera tale da assicurare il miglior rendimento alla forza propulsiva del posteriore.
Questa forza può avere fin da subito un obiettivo ben determinato e metterlo in atto, oppure, restare preparatoria in vista  di altri eventuali molteplici e differenti scopi. Il cavallo da corsa prima della partenza, il saltatore prima di superare un ostacolo, il cavallo da alta scuola prima si sollevarsi nella corvetta, tutti e tre si riuniscono, ma l’impostazione dei loro corpi, cioè la “forma” della loro riunione, è differente per ciascuno  di loro, come sarà differente l’indirizzo della successiva esplosione di energia. Ma la riunione può anche trattenere questa forza e tenerla pronta per poi essere utilizzata in vari modi.
Il cavallo "infame" che si difende, che si prepara alla lotta col suo cavaliere, adotta un atteggiamento d’assieme flessibile, un posizionamento intermedio utilizzabile in tante maniere, e, immediatamente cangiante che gli consentirà istantaneamente di prodursi: in uno scarto, in una cabrata, in un testa coda... Anche “il furfante” è raccolto e la sua riunione ha “molti sbocchi” è multidirezionale, è multifunzionale.
Ora, a patto che non si faccia confusione, affermo che: la riunione accademica è simile a quella che prende il cavallo in difesa.
Per prima cosa, questa riunione polivalente, garantisce al cavallo la massima mobilità in tutte le direzioni ed è l’assetto più adatto ai rapidi cambiamenti di direzione e di velocità. Inoltre, permette di dare immediatamente - su richiesta del cavaliere - il massimo di elevazione alle andature, compatibilmente con il grado di estensione che quest’ultimo intende lasciar loro.
Quando il cavallo è riunito?
  • Quando la base di sostegno è raccorciata e questo diventa evidente guardando come i posteriori si posano “al di là” del loro piazzamento naturale che hanno nelle andature libere, cioè i posteriori si "impegnano". 
  • Quando l'equilibrio della massa è mantenuto, costantemente, il più possibile vicino alla verticale che sta al centro delle basi di sostegno quali che siano le andature.
La riunione vecchia maniera, (Scuola di Versailles) il posteriore era fortemente caricato e l’avantreno fortemente alleggerito.                                                                        
Il gesto degli anteriori era notevolmente più alto dei posteriori.
La riunione secondo Baucher “prima maniera” .
Anche e spalle sono fortemente caricati, posteriori e anteriori si alzano alla stessa altezza.
In Germania, la chiamavano ironicamente: lo "stambecco sul picco", e, giustamente facevano notare che i lalli, messi in quell'atteggiamento, perdevano spinta e impulso.


Riunione Baucher “seconda maniera”, somiglia di più a quella "antica" ma l'alleggerimento dell'avantreno è ottenuto sopratutto dal rilevamento dell'incollatura e l'abbassamento delle anche è meno accentuato rispetto alla vecchia scuola.

Conclusione: se è vero che la riunione, come dice Decarpentry, ha diverse forme, e che i lalli si riuniscono/si equilibrano benissimo da soli senza mai aver fatto una "spalle in dentro" o una "testa al muro", allora, per dirla alla JDO:
in equitazione, è necessario poter (saper) indirizzare la massa nella direzione desiderata...

Per completare quest'argomento bisogna capire cosa sono le ramener, l'impegno e la distensione dei posteriori, per farlo, ci affideremo - come al solito - al generale Decarpentry, ma non solo a lui.
Tutto ciò rientra in una cornice più grande, quella di Addestrare i cavalli è semplice, dettato di JDO che abbiamo fatto nostro e che intendiamo sviluppare e diffondere.

PIEGHI

 ramener.

Da Le littré 1880
Terme de manége. Ce cheval se ramène bien, il porte bien sa tête.
Terme de manége. Ramener un cheval, lui faire baisser le nez, quand il porte au vent.

La parola è formata da re e amener - portare/condurre, dunque la traduzione è:
ramener ()tirare su
Da notare che in italiano esisteva:
† AMENARE.
V. a. Menare, Condurre. Fr. Amener. [M.F.] Minare, latin., coll'aggiunta dell'A. Non viene dal franc.
Per quanto riguarda il corrispettivo italiano antico, leggiamo il fondamentale dizionario del Tommaseo.
CAMARRA.
S. f. (Veter.) Striscia di cuojo che s'attacca da un capo alle cigne, e dall'altro alla musarola, per incassare e rimetter bene la testa del cavallo. (Mt.)
[Cont.] Gris. Cav. 31. Pochi anni in dietro da molti cavalcatori si usava la camarra, non solo per fermare il cavallo di testa, ma ancora per alleggierirlo dinanzi e alle posate.
Sembrerebbe che in Italia si usasse il verbo incassare. Il colonnello Angioni mi pare che disse che il corrispettivo di ramener in taliano è: piego diretto - piego verticale, che mi sembra corretto anche se è una forzatura. Personalmente credo che incassare inteso per "serrare" - racchiudere sia l'antico corrispettivo del ramener, infatti:
INCASSARE.
V. a. Mettere nella cassa. Cecch. Spir. 3. 2. (C) E da quell'altro? che tu hai Incassatogli in casa?
T. Incassare un morto, Metterlo nella cassa.
2. T. Incassare danaro. Riscuoterlo. Ma propriam. non incassa chi lo riscuote per subito spenderlo. E di questa voce s'abusa.
3. N. pass. e fig. Bart. Ricr. Sav. 1. 14. 232. (M.) Dove gli occhi s'incassano.
4. Fig. Per Serrare, Racchiudere. Viv. Disc. Arn. 32. (C) Alquanto più basso nel mezzo, che alla testate, da fermamente incassarsi dentro le ripe.  Probabilmente  il lemma si è perso in quel significato "grazie" a Caprilli ma sopratutto grazie ai caprillioni che misero sull'altare l'assetto naturale del lallo e demonizzarono mandarono all'inferno i pieghi, le riunioni e le flessioni.
Visione miope alla base del disastro dell'equitazione italiana che - col ritorno della moda del cavallo - si è trovata spiazzata e subalterna alle "equitazioni" e alle "dome" estere che hanno subito riempito quel vuoto e ci hanno colonizzato.
Stabilita l'etimologia, vediamo la definizione del piego, a che serve, come lo si imposta correttamente, perché lo si usa.
Il nostro punto di partenza, il nostro testo di riferimento è, come al solito, "Equitazione Accademica" - Generale Decarpentry - ed. lavauzelle.



    Definizione. Le Ramener: c'est la fermeture de l'angle de la tête avec l'encolure, la nuque restant le point le plus élevé de cette derniere». (Notare che il Generale usa il termine  "fermeture"  che ha come primo significato: chiusura - serratura che ci porta implacabilmente al nostro antico "incassare - serrare" come appena detto sopra) ... traduco e poi proseguo: Il piego: è il bloccaggio dell'angolo che fa la testa del cavallo con l'incollatura, con la nuca che resta il punto più alto di quest'ultima. Si dice "piego completo" quando la linea della fronte del cavallo è quasi in verticale....


    ..... se si piazza dietro di questa il cavallo è incappucciato, si difende cercando di sottrarsi alla mano cedendo.  Ovviamente ci sono vari gradi di incappucciamento e a volte un incappucciamento, sia pur leggero, è tollerato nei passi indietro. cfr, Dresser c'est simple - JDO



    .
     L'azione contro la mano, uguale e contraria è quella che fa il "cavallo con la testa al vento", che si difende cercando si forzare la mano. 








    Il piego si può ottenere in questi modi: 
    • tirando la capoccia del lallo indietro verso il suo corpo,
    • spingendo il corpo del cavallo verso la sua testa,
    • oppure facendo queste due azione allo stesso tempo.
    Quale che sia il modo col quale lo avete ottenuto il piego presenta i seguenti vantaggi:

    • raccorcia la leva dell'incollatura, in maniera tale che il peso della testa gravi di meno sugli anteriori.
    • Aumenta, avvicinando l'inserzione superiore del muscolo omotracheliano che si trova alla nuca, con quella inferiore che si trova alle gambe, l'azione elevatrice di questo muscolo sulle gambe, sviluppando - allo stesso tempo - l'ampiezza del gesto.
    Ma questi vantaggi intrinsechi del piego, si accompagnano a gravi inconvenienti se il ramener è ottenuto tirando la capoccia del lallo indietro verso il suo corpo perché il piego tende a trasmettere questo rinculo a tutto il tronco:
    • I piedi rimangono dove sono, 
    • gli arti si inclinano all'indietro e il cavallo si accula, 
    • e, per sottrarsi da questa posizione scomoda, il cavallo sposta indietro i posteriori e allarga la sua base di sostegno, quando tutta la progressione del dressage è basata sulla riunione.
    Infatti, quando il ramener è ottenuto con il restringimento progressivo di inredinamenti applicati e mantenuti in scuderia, l'acculamento e l'allargamento della base di sostegno è pressoché inevitabile.
    In qualche modo, si 

    UN DECENNIO

     


    ProbabilmenteIl generale L'Hotte, è stato il cavaliere più brillante e più completo di ogni luogo e di tutti i tempi.
    Il suo motto - famosissimo - sintetizza in tre parole l'Equitazione...tutte le "buone equitazioni": - Calme en avant, et droit....inoltre ha esposto con disarmante cruda chiarezza la base dell'equitazione con un assioma finora inconfutato ed inconfutabile: 
    Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che all'occorrenza lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza...

    Tra qualche mese saranno 10 anni che ho pubblicato quanto sopra,  ebbene, nessuno è stato in grado, malgrado il proliferare di dome dolci, naturali ed etologiche di mostrare un'altra via, per l'equitazione,  che sfugga all'assioma.
    Per contro, il cavallo è stato trasformato in soggetto di relazione e oggetto di ammaestramenti più o meno circensi e di sciocchi giuochini alla pari di un criceto o un cagnolino... insomma di un animale da compagnia.
    A questo punto, per coerenza, dovrebbero esser messi fuorilegge tutti gli sport equestri, tutte le attività lavorative che implichino l'uso del lallo (degli animali TUTTI), tutti i mezzi di contenzione e di coercizione per grossi animali a cominciare dalle cavezze... non parliamo di fruste, speroni e imboccature...
    Visto così, qualsiasi persona dotata di buon senso non può far altro che prender atto che l'equitazione e l'uso del cavallo sono diventati obsoleti, dunque, queste pratiche dovrebbero esser abbandonate al pari del motore a vapore, del salasso, del busto colle stecche e delle ghette.
    Ma, per uno stranissimo contrappasso, in nome del "classico" è bello, si riscoprono i Vecchi Maestri in base a una supposta eticità dei metodi antichi in contrapposizione a quelli moderni.
    Per la stessa ragione, ma con conclusione diametralmente opposta, si demonizzano le dome tradizionali e si promuovono i "nuovi maestri", i sussurratori, i chuchouter, i whisperers tutti portatori dell'equitazione naturale, dolce, etologica, leggera e chipiùnehapiùnemetta!
    STRONZATE!
    Tutto ciò ha un solo scopo: adattare il maneggio del lallo alla nuova utenza che per sua natura è: animalista, salutista, vegetariana e nei casi più estremi: vegana e specista... anche se queste due ultime categorie - "per legge"  - non dovrebbero praticare l'equitazione ma solo il trastullo della "lallitazione".

    Ma torniamo all'assioma, anzi al maneggio.
    Se per un attimo guardassimo senza preconcetti i cavallari, ci accorgeremmo che questi sono più avanti dei sapienti teorici dell'equitazione a cominciare da un settore che i  grandi cavallerizzi (con qualche eccezione) non hanno mai praticato, eccolo:








    Si tratta di un cavallotto di 4 anni, altezza circa un metro e cinquanta, appena addestrato che tira anche il calesse, di una linea genetica particolarmente "mansa", è stato venduto per 60.000 pesos (900 euri) a Horacio de Corrietes, se teniamo conto che lo stipendio medio in argentina è di circa 300 euri al mese contro i 1500 di quello italiano è come se il lallo fosse stato pagato 4500 euri.
    Dal video si vede che l'animale è già messo in equilibrio orizzontale (l'ultimo Baucher) ma non ha ancora imparato a "portarsi da se".
    Comunque, gli son state date le basi, l'educazione: fino a quando ha le redini penzoloni o appoggiate sul collo, non si muove e deve restar fermo per l'insellaggio in campo aperto senza esser legato a un palo o a un anello... come si fa?







    Facile no?
    Ma passiamo alle cose serie: qual'è l’obiettivo supremo per il cavaliere che addestra il suo cavallo? Che questo divenga il suo prolungamento fisico, una parte integrale di se stesso.
    Quali sono i lalli che rispondono a quanto sopra per immediatezza di risposte, per precisione e per velocità di esecuzione?
    Quelli da polo, ovviamente.
    In Argentina, per un insieme di circostanze, ci sono i migliori lalli, i migliori giocatori, i migliori addestratori di cavalli da polo del globo terracqueo... lasciamo perdere i come e i perché e notiamo che l'addestramento di questi lalli che "piroettano su una moneta da un euro", si fermano e girano andando a "100all'ora", cambiano di galoppo in sequenza, danno "sportellate" laterali che manco Valentino ci può, passano da fermo al galoppo ventre a terra in 3 secondi netti senza che il loro addestramento preveda:

    • flessioni
    • spalla in dentro
    • riunione 
    • ramener
    • redine gogue
    • chambon
    • rollkur
    • redini di ritorno
    • mezzefermate
    tutte fisse dell'equitazione "classica" nostrana.
    E' vero che per il polo si usano, come "aiuti artificiali", la martingala, il filetto elevatore e la "redine tedesca" ma un lallo da polo o da campo completa il suo addestramento in un periodo che va dai 4 agli 8 mesi, raramente si arriva all'anno.
    Ma io vado oltre, per un lallo che non gioca, non è necessario l'elevatore tantomeno la martingala e redine tedesca.



    Dunque, sembrerebbe che questi lalli siano in grado della massima riunione e del massimo allungamento senza aver bisogno di quanto sopra elencato.
    Ma cerchiamo di capire, in chiave moderna, cosa si intende per rassembler-riunione. Per la bisogna, ci rivolgiamo al massimo esperto dell’equitazione francese, il generale Decarpentry  che nel suo fondamentale Equitation Academique scrive: 


    La riunione del cavallo è un atteggiamento che riguarda l’assetto generale di tutte le parti del suo corpo, e piazza ciascuna di queste in maniera tale da assicurare il miglior rendimento alla forza propulsiva del posteriore.
    Questa forza può avere fin da subito un obiettivo ben determinato e metterlo in atto, oppure, restare preparatoria in vista  di altri eventuali molteplici e differenti scopi. Il cavallo da corsa prima della partenza, il saltatore prima di superare un ostacolo, il cavallo da alta scuola prima si sollevarsi nella corvetta, tutti e tre si riuniscono, ma l’impostazione dei loro corpi, cioè la “forma” della loro riunione, è differente per ciascuno  di loro, come sarà differente l’indirizzo della successiva esplosione di energia. Ma la riunione può anche trattenere questa forza e tenerla pronta per poi essere utilizzata in vari modi.
    Il cavallo "infame" che si difende, che si prepara alla lotta col suo cavaliere, adotta un atteggiamento d’assieme flessibile, un posizionamento intermedio utilizzabile in tante maniere, e, immediatamente cangiante che gli consentirà istantaneamente di prodursi: in uno scarto, in una cabrata, in un testa coda... Anche “il furfante” è raccolto e la sua riunione ha “molti sbocchi” è multidirezionale, è multifunzionale.
    Ora, a patto che non si faccia confusione, affermo che: la riunione accademica è simile a quella che prende il cavallo in difesa.
    Per prima cosa, questa riunione polivalente, garantisce al cavallo la massima mobilità in tutte le direzioni ed è l’assetto più adatto ai rapidi cambiamenti di direzione e di velocità. Inoltre, permette di dare immediatamente - su richiesta del cavaliere - il massimo di elevazione alle andature, compatibilmente con il grado di estensione che quest’ultimo intende lasciar loro.
    Fatto questo vediamo cosa ne pensa JDO a riguardo:
    François Baucher ha perfettamente definito una grande regola equestre: «tutti i movimenti, dal più semplice al più raffinato, devono essere preceduti dal “piazzamento” del cavallo».
    Vale a dire, distribuire il peso sul suo poligono di sostegno in modo tale che questa ripartizione favorisca il movimento desiderato. 
    Allora avremo il massimo delle possibilità per far sì che questo movimento - facilitato dal piazzamento - venga fatto e venga fatto bene. 
    Richiesto, invece, in un momento in cui la ripartizione del peso non corrisponde alla condizione descritta, è molto probabile che il movimento non venga eseguito o venga eseguito male.
    È dunque assolutamente necessario per il cavaliere padroneggiare  totalmente il corpo del cavallo.
    Ebbene, quest’ultimo si sposta su due assi: uno laterale (spostamento del peso da un lato all’altro), l’altro longitudinale (spostamento del peso dal treno anteriore al treno posteriore e viceversa).
    Pertanto dobbiamo abituare il cavallo a spostare il suo peso nell’area del poligono di sostegno voluta dal cavaliere.

    Dunque, se è vero che la riunione, come dice Decarpentry, ha diverse forme, e che i lalli si riuniscono/si equilibrano benissimo da soli senza mai aver fatto una "spalle in dentro" o una "testa al muro", allora, per dirla alla JDO: in equitazione, è necessario poter (saper) indirizzare la massa nella direzione desiderata... in altre parole


    JDO
    Polito








      

    UTILE FUTILE

     Le equitazioni inutili/futili (quelle da pompa, da fasto, da sfarzo, da esibizione) nate nel Rinascimento hanno proliferato e hanno coinvolto la monta western, una monta da lavoro, che nella versione reining ha perso qualsiasi utilità diventando una rappresentazione "pornografica" del giusto utilizzo del lallo.

    Si dice che il reining sia il dressage americano, mai accostamento fu più giusto: sono due "sports" ugualmente deleteri per il lallo che si adegua alle richieste del cavagliere ma non capisce, infatti, credo che i cavalli specialisti in queste due discipline siano quelli più scassati nel fisico, ma sopratutto, nel mentale.
    Dal vocabolario Treccani: 
    fùtile agg. [dal lat. futĭlis (dal tema di fundĕre «versare»), propr. «che lascia scorrere»]. – Di scarsissima importanza o serietà, frivolo: argomenti f.; discorsi f.; con un f. pretesto; litigio per f. motivi. In senso relativo, nel linguaggio giur.: agire per motivi f., reato commesso per motivi f., quando vi sia sproporzione tra il movente e l’azione criminosa, ciò che costituisce una circostanza aggravante... 
    Bene... il piaffer, deriva da piaffo che sta "per passo a piè fermo" detto anche "far ciambella".
    Così nomarono quest'aria coloro che l'avevano inventata: i cavallerizzi italiani.
    Perché - oggi - si dice piaffo - piaffer - piafer ??
    Probabilmente si è trattato di un errore di copiatura, come tutti sapete la "s" e la "f" anticamente si scrivevano quasi con lo stesso segno, assai facile fare consufione, e passo poteva diventare paffo; la stessa cosa accadeva con la "u" e la "n", infatti non saprò/non sapremo mai se il noto erudito equestre si chiamasse Tinti o Tiuti.... come che sia, si tratta di un trotto riunito sul posto, a cosa serve?

    Se escludiamo il futile motivo esibizionistico, il piaffer non serve ad una beatissima minchia!
    Andiamo nel faruest... il lope, la prima volta che vidi dei lalli fare il "lope" (andate a vederlo) rimasi sbalordito, mi sembrava di assistere ad una esibizione di cavalli "sciancati" montati per lo più da signore in sovrappeso agghindate di frange e di paiette.
    Sto lope è un galoppo a 4 tempi lento, lentissimo, strascicato e penoso da guardare, niente a che vedere col canter andatura comodissima per il cavaliere e defaticante per il lallo.
    Se escludiamo il futile motivo esibizionistico, il lope non serve ad una beatissima minchia!

    Ma cerchiamo di capire cos'è la "alta scuola", e quali sono i suoi scopi.
    Il Newcastle diceva: ... è il perfezionamento della natura attraverso la raffinatezza dell'arte pretesa a dir poco megalomaniaca, ma, detta da un così illustre personaggio, la prendiamo per buona.
    Il generale Decarpentry, assimila l'arte equestre alla danza all'arte coreografica, dove, l'alta scuola prende  il posto del balletto classico.
    Ora, vediamo cavallerizzi di 14 anni e amazzoni con un culo che fa provincia esibirsi, e sottolineo esibirsi - senza vergogna - in piaffer e levades con lalli comprati già addestrati a tutti piccioli... chiediamo a quegli stessi adolescenti di mettersi la "conchiglia" e la calzamaglia e a quelle stesse signore di indossare le scarpette a punta e il tutù, e organizzare tra di loro dei pas a deux, il risultato - ammesso che riescano a fare qualcosa - sarebbe, nel migliore dei casi, ridicolo.
    Allora, nessuno di voi, sano di mente, tenterebbe di imitare Roberto Bolle o Eleonora Abbagnato senza seguire una preparazione seria, una disciplina ferrea, e uno studio accurato... allora, perché vi impegnate a scassare la minchia a quei poveri lalli con la scusa del dressage, della monta classica o dell'alta squola con risultati quasi sempre mediocri?
    Basterebbe che i velleitari adolescenti e le dressaggistiche milfone si dedicassero con un minimo di attenzione alla "bassa scuola" e avrebbero materia di studio e di perfezionamento per tutta la vita... eh già, posso affermare - senza tema di smentite - che, in Itaglia, cavalieri consolidati, istruttori di lungo corso, riguardo l'educazione dei lalli, hanno poche idee ma confuse, generalmente, ognuno si arrabatta come meglio può, e, più o meno tutti ottengono risultati, perché?
    Prima di tutto perché non si hanno chiari i veri obiettivi, eppoi, perché i lalli - poareti - rispondono in qualche maniera anche alle richieste sbagliate, fatto che riempie di soddisfazione i nostri addestratori di "alta squola" quindicenni e le carampaniche dressagiste che apprezzano quei risultati delle minchia in malomodo ottenuti.
    JDO col suo trattatello mette un punto fermo sulla questione affermando che "addestrare i cavalli è semplice", ma ATTENZIONE, semplice non vuol dire affatto facile, infatti:

    Il en va a cheval comme en cuisine: ce son le choses les plus simple qui demandent le plus de precision et de talent... Jean D'Orgeix
    (In equitazione come in cucina, sono le cose più semplici che richiedono il massimo della precisione e della maestrìa.)... vediamo il perché.



    PIPPONS

     L'immagine quì sotto, descrive l'assetto a cavallo "globalizzato" così come viene insegnato





    nelle squole di equitatione che si può riassumere così:
    • baricentro del cavallo e del cavaliere coincidenti,
    • cavaliere seduto sugli ischi,
    • allineamento verticale testa-anca-tallone,
    • "gamba fasciante", che si avvolge come uno straccio bagnato al torace del cavallo,
    • mani basse,
    • contatto sostenuto con la bocca dello lallo,
    • cintura che spinge in avanti...
    Il bello è che pure nella monta western hanno adottato lo stesso assetto anche se con staffatura più lunga:
























    Il bellissimo è che si tende a rinnegare il vecchio assetto (seduto sulle tasche dei jeans) - che vedete sotto - proponendo una nuova sella western che è strutturata per favorire l'assetto che vedete sopra adottato globalmente ... o quasi, su questo "quasi" ci soffermeremo a lungo.