Proviamo a tradurre cosa dice Beudant nel suo "Main sans Jambe..." 1987 - Parigi - ed. J.M. Place:
- Ramener outrè - iperflessione della nuca (r.o.) - La leggerezza - alle tre andature - si ottiene facilmente con la massima verticalizzazione dell'incollatura, bisogna arrivare al r.o.
- Per prima cosa prendere le redini del filetto incrociate nella mano sx, le unghie verso il basso e il mignolo in fuori, la mano dx si piazza sopra la redine dx.
- Fissare la mano sx in maniera compulsiva, sentendo la bocca del cavallo ma senza tirare.
- Quando la leggerezza si manifesta (il lallo cede di bocca), la testa del cavallo si abbasserà a poco a poco, la mano segue la discesa della punta del naso fino a quando l'animale non tocca quasi il petto con la barbozza. Se invece di cedere il cavallo cerca di uscire dalla mano, questa si deve bloccare con gran forza ma sempre senza tirare. Allo stesso tempo ficcate gli speroni nei fianchi dell'animale e glieli lasciate fino a quando non cede completamente con la mandibola.
- In questa condizione, se rilasciate la mano, il lallo solleverà la testa lentamente dopo esser rimasto per un istante immobile.
- Quando il r.o. è fatto col filetto, si sentirà chiaramente il caratteristico tintinnio del ferro masticato dai molari.
- In seguito cercate il r.o. con le redini della briglia, poi con una redine sola.
- Cominciare con il r.o. al passo, poi una volta ben confermato, lo cercherete al trotto e al galoppo e passate da queste andature ai passi indietro.
- Prendere il piaffo con il r.o. e ritornate ad indietreggiare e all'alt per poi ricominciare di nuovo. Infine, fate tutte le andature ed eseguite tutti gli esercizi che il lallo conosce in r.o. sostenendo l'animale con le gambe e - se necessario - con gli speroni.
Finalmente, dopo tutte ste "tarantelle", il lallo acquista: l'atteggiamento ideale:
- le r.o. sarà completo quando - da fermo- riuscirete a sollevare l'incollatura il più verticalmente possibile agendo dal basso in alto senza forzare e senza tirare, con la testa del lallo che rimane nel r.o.
- (In questa posizione) passare spesso dalle tre andature all'indietreggiamento e viceversa. Eseguire movimenti su due piste. Discese di mano. Piaffare.
- La massima elevazione dell'incollatura combinata col r. o. mette il lallo nella posizione ideale, che, una volta acquisita non si perde più. Si tratta della posizione che il cavallo assume in libertà quando vuole dimostrare tutta la sua maestà.
A questo punto, le dotte elucubrazioni sulla differenza tra Rollkur e r.o. se ne vanno a farsi fottere, già, perché i sostenitori di "classico" è bello, del viva il r.o. abbasso la Rollkur possono verificare che
i "sostenitori" dicono un mucchio di puttanate, o meglio manomettono la verità a sostegno di una loro menzogna:
Ho trovato questo schemino in un sito "leggero", uno dei tanti così di moda oggi.
Raffrontiamo queste affermazioni con quanto detto da Beudant - > - De kebrecht - >- Baucher. Cominciamo con la traduzione e il confronto:
la forma del collo del cigno, e questo è possibile con la combinazione
dell'elevazione dell'incollatura col r.o. che - col minimo intervento degli
speroni - dona al gesto degli anteriori, la massima elevazione e più vigoroso
impegno... ecco le rassembler, che, a tutte le andature: anima, risveglia e
aveva cinquantaquattro anni, ma ne dimostrava dieci di meno...
... La sua vita fu delle più laboriose. Era in sella all'alba ad addestrare i suoi cavalli
e fino alle 8 del mattino non voleva spettatori : queste erano le ore più felici della sua giornata.....
i "sostenitori" dicono un mucchio di puttanate, o meglio manomettono la verità a sostegno di una loro menzogna:
Ho trovato questo schemino in un sito "leggero", uno dei tanti così di moda oggi.
Raffrontiamo queste affermazioni con quanto detto da Beudant - > - De kebrecht - >- Baucher. Cominciamo con la traduzione e il confronto:
Traduco:
Definizione e scopo:
il r.o. è una delle flessioni praticate da Baucher, "un mezzo per fissare la testa del lallo al piego normale per una esagerazione momentanea delle esigenze del cavaliere" in alternanza con una elevazione dell'incollatura.
Come abbiamo visto, non si tratta di una esigenza momentanea, tantomeno di un piego normale... stranamente lo chiamano "esagerato", non è in alternanza con l'elevazione dell'incollatura ma è abbinato a questa.
Quando?
Al termine dell'addestramento, quando il lallo avrà assimilato fisicamente e mentalmente "la scuola degli aiuti" nella progressione indicata da De Kebrecht:
"preparare, riunine, fissare".
Senz'altro è un addestramento avanzato, si tratta di un grado superiore per la riunione -
Beudant, concludendo l'argomento dice: bisogna che l'incollatura prenda la forma del collo del cigno, e questo è possibile con la combinazione
dell'elevazione dell'incollatura col r.o. che - col minimo intervento degli
speroni - dona al gesto degli anteriori, la massima elevazione e più vigoroso
impegno... ecco le rassembler, che, a tutte le andature: anima, risveglia e
infiamma l'azione... le da vita e brillantezza.
Come fare?
Fissare la mano sx in maniera compulsiva, sentendo la bocca del cavallo ma senza tirare.Quando la leggerezza si manifesta (il lallo cede di bocca), la testa del cavallo si abbasserà a poco a poco, la mano segue la discesa della punta del naso fino a quando l'animale non tocca quasi il petto con la barbozza. Se invece di cedere il cavallo cerca di uscire dalla mano, questa si deve bloccare con gran forza ma sempre senza tirare. Allo stesso tempo ficcate gli speroni nei fianchi dell'animale e glieli lasciate fino a quando non cede completamente con la mandibola.In questa condizione, se rilasciate la mano, il lallo solleverà la testa lentamente dopo esser rimasto per un istante immobile.Quando il r.o. è fatto col filetto, si sentirà chiaramente il tintinnio caratteristico dei molari che masticano il ferro.
Come si vede, vengono riportati solo alcuni brani del capitolo che io ho riportato integralmente in francese e che ho tradotto.
Vengono omessi (vedi puntini) tutti i riferimenti al reiterato e continuo ricorso al r.o. a tutte le andature e a tutti i movimenti di scuola, per tutto il tempo necessario.
Conseguenze:
Questa flessione, come le altre, chieste a proposito e correttamente, sfocia nella decontrazione, rispetta l'equilibrio del cavallo e si ottiene nella leggerezza.
Ma solo dei cavallerizzi come Baucher, Beudant e Oliveira la possono utilizzare coscientemente nel rispetto del lallo.
Baucher diceva: "l'ignoranza è causa delle brutalità".
Fosse per la decontrazione, basterebbe un giusto uso della mano, perché scomodare il r.o.?
Il r.o. ma anche la maggior parte delle flessioni sono inutili, sia per l'equilibrio che per la leggerezza che si ottengono senza ricorrere al complicato e duro uso del r.o.
Perché scomodare Baucher, Oliveira e Beudant?
Perché era gente che galoppava all'indietro, su tre gambe... che - al passage - faceva alzare i posteriori del lallo fino a fargli toccare il ventre con gli zoccoli.
Era gente che in meno di un mese preparava un lallo per lo spettacolo o aveva ragione di un cavallo ritenuto "infamissimo" (Gericault).
In ultima analisi, si trattava di lavorare il lallo in iperflessione dandoci dentro di speroni... esattamente quello che fanno - adesso - con la Rollkur.
Torniamo a Baucher, il Generale ricorda:
Quando conobbi Baucher avevo ventiquattro anni e lui trenta più di me: dunqueaveva cinquantaquattro anni, ma ne dimostrava dieci di meno...
... La sua vita fu delle più laboriose. Era in sella all'alba ad addestrare i suoi cavalli
e fino alle 8 del mattino non voleva spettatori : queste erano le ore più felici della sua giornata.....
.... Presi lezioni da lui dall’Ottobre al Dicembre del 1849; oltre a questo, tutte le mattine – quando ero libero dal servizio – mi recavo al circo verso le otto.
Sapevo che sarebbe stato molto indiscreto presentarmi prima e allora,
spesso avvolto nel mio mantello, restavo fino alle dieci a contemplare il Maestro che montava i suoi cavalli, sforzandomi di carpire i suoi segreti.
Le mie visite mattutine l’avranno inizialmente importunato; in seguito però la mia costanza finì con l’ impressionarlo al punto che, nonostante fosse di indole taciturna quando non insegnava, cominciò a rivolgermi frequentemente la parola, avviando quei colloqui privati che furono - per me - molto istruttivi.
Poco a poco mi concesse la sua confidenza, mi prese in simpatia e infine, vista la mia passione per l'Equitazione – passione che non si è mai affievolita – divenni, per queste ragioni, il suo allievo prediletto.
Sapevo che sarebbe stato molto indiscreto presentarmi prima e allora,
spesso avvolto nel mio mantello, restavo fino alle dieci a contemplare il Maestro che montava i suoi cavalli, sforzandomi di carpire i suoi segreti.
Le mie visite mattutine l’avranno inizialmente importunato; in seguito però la mia costanza finì con l’ impressionarlo al punto che, nonostante fosse di indole taciturna quando non insegnava, cominciò a rivolgermi frequentemente la parola, avviando quei colloqui privati che furono - per me - molto istruttivi.
Poco a poco mi concesse la sua confidenza, mi prese in simpatia e infine, vista la mia passione per l'Equitazione – passione che non si è mai affievolita – divenni, per queste ragioni, il suo allievo prediletto.
Dunque, Baucher tenne all'oscuro anche il suo allievo preferito riguardo i suoi maneggi mattutini.
Le ragioni possono esser queste:
- sperimentava nuove strade, e voleva verificarle e confermarle prima di renderle pubbliche.
- Non voleva svelare il suo "colpo segreto" principale che era la Rollkur!
Mezzi che pur agendo fisicamente, quasi immediatamente danno risultati psichici, convincono il cavallo a fare ciò che è richiesto senza ribellarsi perché viene messo nella massima costrizione, viene annientata ogni sua iniziativa.
Inoltre, si diceva a ragione: "i pilieri danno spirito ai cavalli"... per forza, chiusi dalle corde e spinti dalle fruste lo "spirito" o lo avevano o gli veniva!
Da notare che ai tempi ci si riferiva a cavalli con poco sangue, tipo comtois e frisoni, il PSI e i suoi derivati lo spirito lo avevano eccome!
Comunque, ben presto, Baucher scoprì che la Rollkur aveva una incidenza psichica enorme: aggiustò Gericault in 28 giorni, e aveva la stessa funzione dei pilieri sulle andature... i suoi lalli alzavano ginocchia e garretti fino all'inverosimile.
Dunque, questo era il trucco di Baucher, d'altronde l'appunto che si faceva a Baucher ai tempi è lo stesso che le "anime belle" fanno al Dressage e - in particolare - alla Rollkur:
Nel sistema di Baucher, il lallo non ha più volontà, né intelligenza, né ricordi. Non è altro che una macchina, o, se più vi piace, una forza obbediente alle minime azioni del cavaliere, senza che possa opporre la minima resistenza.
Dans le système Baucher, le cheval n’a plus ni volonté, ni intelligence, ni souvenir. Il n’est plus qu’une machine, ou, si vous aimez mieux, une force obéissant aux moindres mouvements que lui transmet le cavalier, sans que la moindre résistance soit possible." Jules Janin, Un été à Paris, 1843
C'è da dire, che Baucher lavorava sopratutto per il circo, e, per ottenere quei risultati strabilianti, bisognava per forza spingersi così in avanti, per farlo usava queste basi: il ramener outré e l'effetto d'assieme e - ovviamente - il suo immenso talento.
Per il mio piacere, vi offro la traduzione di una "recensione" su una particolare esibizione di Baucher apparsa su un quotidiano parigino dell'epoca: - "Il Critico" - giornale di teatro e spettacoli: - 23/01/ 1845
Grazie alla disponibilità del signor E. de Fitte, direttore del maneggio di via Duphot, abbiamo assistito ad un matinée equestre del quale conserveremo un piacevole ricordo assai a lungo.Il signor Baucher - il Galileo Galilei dell'equitazione - ha acconsentito ad esibirsi per una delegazione di dignitari arabi con tre dei suoi cavalli mirabilmente addestrati.Gli arabi sono abili cavalieri ed appassionati uomini di cavalli e si interessarono vivamente alla esibizione di Passe-Temps e Mayfly ; ma Partisan suscitò in loro un entusiasmo difficile da descrivere, alla fine dello spettacolo si alzarono tutti in piedi in una "standing ovation" poi - spontaneamente - circondarono il cavallo e il suo cavaliere in un affettuoso abbraccio. Nel loro stupore, non facevano distinzione tra l'animale e l'uomo, per loro era come se si trovassero davanti l'incarnazione del mito del Centauro.
Baucher, era l'Hyppo-Theo, la divinità che aveva fatto rinascere il corsiero: il nobile amico dell'uomo.
I dignitari, per ringraziare Baucher della sua cortesia e come segno di grande rispetto e di ammirazione, si accomiatarono da lui indietreggiando tenendo la mano destra sul cuore.
Ecco chi era e cosa faceva Partisan.
PSI, baio oscuro con un stella in fronte, aveva una conformazione leggera, incollatura inarcata ed elegante portamento della coda, insomma nel suo insieme era un soggetto assai apprezzabile.
Fu importato dall'Inghilterra e pagato una grossa cifra, quando Baucher decise di acquistarlo per soli 500 franchi, l'animale era stato rovinato sia nelle andature che nel carattere.
Partisan - ritenuto indomabile - entrò nella scuderia di Baucher il 10 Agosto del 1837 - il cavallo aveva sette anni, debutto al Circo degli Champs-Elisées : 11 Giugno 1839, dopo circa due anni di maneggio.
Tratto da "Les Soirées de l'Etrier. 1946" di Armand Charpentrier, ecco in cosa consistevano gli spettacoli di Partisan.
Prima esibizione:
- entrata al galoppo, arresto su tre gambe.
- Trotto in avanti e in dietro.
- Spalla in dentro e passeggio estremamente cadenzato.
- Passeggio bilanciato.
- Piroette ordinarie ed inverse al passo.
- Galoppo su piccoli cerchi con cambiamenti di piede.
- Cambiamenti di piede ai due tempi e poi al tempo.
- Ripresa al galoppo sulle anche.
- Piroette ordinarie ed inverse al galoppo.
- Camminata su tre gambe, bilanciamento delle anche su tre gambe.
- Galoppo in avanti e poi all'indietro.
- Cessione alla gamba seguita da una mezza piroetta e dal bilanciamento della groppa.
- Piaffo bilanciato e tempo di arresto su tre gambe.
- Piaffo precipitato e tempo di arresto su tre gambe.
- Cambiamenti di piede al tempo, piroette ordinarie
- Incrocio cadenzato delle gambe davanti sul posto.
- Indietreggiamento cadenzato.
- Uscita.
- Entrata al galoppo, fermata su tre gambe.
- Passi indietro.
- Passeggio fatto sulle anche.
- Tre cambiamenti di piede ogni due tempi, cinque cambiamenti al tempo.
- Piaffo in avanti e all'indietro senza redini.
- Trotto disteso.
- Cambiamenti di piede alternati: ai due tempi e al tempo.
- Piroette su tre gambe, con una gamba anteriore distesa in avanti.
- Galoppo all'indietro senza redini.
- Transizione dal piaffo lento e cadenzato a quello precipitato.
- Uscita.
Gente di questo liv






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