Ogni attività umana ha un proprio linguaggio specifico e solo raramente si deve far ricorso ai termini scientifici; a volte, il linguaggio equestre si trova perfino in disaccordo con questi... generale L'Hotte.
Parliamo degli aiuti, probabilmente la parola deriva dal fatto che sono azioni che aiutano il cavaliere a farsi comprendere dal cavallo, ecco come recita il Tommaseo:Ajuti diconsi tutte quelle azioni o movimenti che si fanno coll'uso discreto della briglia, della voce, della bacchetta, dello sprone, ecc., per ben maneggiare un cavallo.
Appunto, ora vediamo nei particolari:
Aiuti naturali: aiuto di voce, aiuto di mani, aiuto di gambe, aiuto di peso del corpo, aiuto d'assetto e di carezze... eh si! Le carezze sono un aiuto, un aiuto naturale.
Aiuti artificiali: imboccature e capezzoni, fruste/frustini e frustoni, bacchette, speroni e bardature speciali e bocconcini...eh si! I bocconcini sono un aiuto, un aiuto artificiale.
Inoltre, gli aiuti possono essere: aiuti diagonali e aiuti laterali: diagonali quando la mano dx agisce assieme con la gamba sx e viceversa; laterali quando gamba e mano agiscono contemporaneamente dallo stesso lato.
Aiuti di terreno. Ai quali dedicheremo un post a parte trattando la posata e la levata.
Ci sono altresì gli aiuti d'ambiente una volta erano definiti così (aiuti di terreno), oggi la definizione è in disuso, si tratta dell'uso di fossi, terreni particolari, acqua, cavalletti, barriere a terra ecc. ecc.
Gli aiuti di gambe possono esser somministrati per: pressione o per tocchi discontinui: per pressione per "dominare" il cavallo, a tocchi discontinui per mandare avanti l'animale, per aumentare l'impuso.
Gli aiuti di mani possono esser somministrati per: tensione, rilascio, vibrazioni, sollevamento... la descrizione merita un capitolo a parte.
Esistono anche gli aiuti di compiacenza - sono tutt'altra cosa - si tratta di terze persone che in qualche modo agevolano un concorrente in una competizione equestre, ma sono severamente sanzionati.
Gli aiuti, per definizione, sono strumenti che andrebbero usati con delicatezza; quando subentra - nell'uso degli aiuti - la forza e a volte la violenza, non si parla più di aiuti ma di punizioni, a volte di brutalità.
Quanto più gli aiuti sono discreti/invisibili, tanto più il cavallerizzo dimostra la sua bravura, fanno eccezione i cavallerizzi da circo o da spettacoli equestri che volutamente accentuano i loro movimenti per dimostrare al pubblico pagante - che di solito non capisce una beata minchia - la difficoltà del loro esercizio.
Quì sotto, il cavallerizzo che meglio ha descritto gli aiuti... secondo me.
Il picchiatello
Raabe
Le bamboline

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