Dal Tommaeseo on line:
AGGROPPARE
e † AGGROPPIARE. V. a. Da GROPPO. Avvolgere, Avviluppare. [Val.] Bart. Cin. 2. 198. Proponendo d'almen farlo tutto aggroppar di catene, e portarlo fuori del regno.
2. Per simil. Franc. Barb. 15. 5. (C) E chi sua lingua aggroppa Per lo corrente parlar, ed inciampa.
3. Fig. N. pass. Ammassare. Dittam. 2. 11. (Mt.) Ma perchè dove ricchezza s'aggroppa, Lussuria, ira, gola e avarizia, Accidia, invidia, superbia ne schioppa.
4. E N. [Camp.] Riunire, Compilare, Compendiare, e simili. Volg. Art. Am. Scol. Ora che via sia da stare o da tenere nell'andare all'amante, Publio in questo modo aggroppa.
Gli antichi cavallerizzi italiani usavano il termine aggroppare nel significato di: curvare/piegare qualcosa arrotondandola/piegandola come una groppa, appunto.
Nella sostanza volevano dire: fate abbassare le anche al vostro cavallo per mettere/per caricare il peso sulla sua groppa, punto.
Rassembler : Etat de parfait équilibre résultant d'une flexion très prononcée des hanches, qui entraîne allègement et relèvement de l'avant-main. Le cheval, rond, articulations fléchies, peut entamer n'importe quel mouvement, à tout instant, en toute direction.
Riunione: stato di perfetto equilibrio risultante dalla flessione molto accentuata delle anche, che porta all’alleggerimento e al sollevamento dell’avantreno. Il cavallo, rotondo, con le articolazioni piegate, può affrontare qualsiasi movimento - istantaneamente - in tutte le direzioni.
Questa definizione è corretta, salvo le interpretazioni, le forzature e le innovazioni che tanti si son sentiti e si sentono in dovere di fare “pro domo loro” a cominciare dai caprillioni, che - come è naturale che fosse - non c’hanno capito una beatissima minchia ehanno escluso la riunione a priori da ogni insegnamento.
Questa definizione è corretta, salvo le interpretazioni, le forzature e le innovazioni che tanti si son sentiti e si sentono in dovere di fare “pro domo loro” a cominciare dai caprillioni, che - come è naturale che fosse - non c’hanno capito una beatissima minchia ehanno escluso la riunione a priori da ogni insegnamento.
Si torna alla riunione
Oggi, con la moda della equitazione classica, si torna alla riunione senza - in realtà - capirne un tubo, infatti, abbiamo acquistato tonnellate di frison che - pur coi posteriori fuori di se - piaffano e passeggiano per innata predisposizione di razza (prevalentemente carrozziera) ; abbiamo importato vagonate di andalusi - conosciuti fin dal XVI secolo come pissadores (La Gueriniere) - che “steppano” alzano le zampe per loro natura... ma fanno la "singer"... la "macchina da cucire".Ad ogni festa paesana vediamo emeriti cavallerizzi di 14 anni e giulive amazzoni - con un culo che fa provincia - piaffare altezzosi in sella a besti da 8 tonnellate. Le rassembler
In Francia, l’aggroppare dei maestri italiani, diventa rassembler, riunire, raccogliere, concentrare, restringere, mettere assieme ecc. da quì nascono gli equivoci e i sapienti pipponi dei sapientissimi sapienti che tutto sanno.
Ma cerchiamo di capire, in chiave moderna, cosa si intende per rassembler. Per la bisogna, ci rivolgiamo al massimo esperto dell’equitazione francese, il generale Decarpentry che nel suo fondamentale Equitation Academique scrive:
La riunione del cavallo è un atteggiamento che riguarda l’assetto generale di tutte le parti del suo corpo, e piazza ciascuna di queste in maniera tale da assicurare il miglior rendimento alla forza propulsiva del posteriore.
Questa forza può avere fin da subito un obiettivo ben determinato e metterlo in atto, oppure, restare preparatoria in vista di altri eventuali molteplici e differenti scopi. Il cavallo da corsa prima della partenza, il saltatore prima di superare un ostacolo, il cavallo da alta scuola prima si sollevarsi nella corvetta, tutti e tre si riuniscono, ma l’impostazione dei loro corpi, cioè la “forma” della loro riunione, è differente per ciascuno di loro, come sarà differente l’indirizzo della successiva esplosione di energia. Ma la riunione può anche trattenere questa forza e tenerla pronta per poi essere utilizzata in vari modi.
Il cavallo "infame" che si difende, che si prepara alla lotta col suo cavaliere, adotta un atteggiamento d’assieme flessibile, un posizionamento intermedio utilizzabile in tante maniere, e, immediatamente cangiante che gli consentirà istantaneamente di prodursi: in uno scarto, in una cabrata, in un testa coda... Anche “il furfante” è raccolto e la sua riunione ha “molti sbocchi” è multidirezionale, è multifunzionale.
Ora, a patto che non si faccia confusione, affermo che: la riunione accademica è simile a quella che prende il cavallo in difesa.
Per prima cosa, questa riunione polivalente, garantisce al cavallo la massima mobilità in tutte le direzioni ed è l’assetto più adatto ai rapidi cambiamenti di direzione e di velocità. Inoltre, permette di dare immediatamente - su richiesta del cavaliere - il massimo di elevazione alle andature, compatibilmente con il grado di estensione che quest’ultimo intende lasciar loro.
Questa forza può avere fin da subito un obiettivo ben determinato e metterlo in atto, oppure, restare preparatoria in vista di altri eventuali molteplici e differenti scopi. Il cavallo da corsa prima della partenza, il saltatore prima di superare un ostacolo, il cavallo da alta scuola prima si sollevarsi nella corvetta, tutti e tre si riuniscono, ma l’impostazione dei loro corpi, cioè la “forma” della loro riunione, è differente per ciascuno di loro, come sarà differente l’indirizzo della successiva esplosione di energia. Ma la riunione può anche trattenere questa forza e tenerla pronta per poi essere utilizzata in vari modi.
Il cavallo "infame" che si difende, che si prepara alla lotta col suo cavaliere, adotta un atteggiamento d’assieme flessibile, un posizionamento intermedio utilizzabile in tante maniere, e, immediatamente cangiante che gli consentirà istantaneamente di prodursi: in uno scarto, in una cabrata, in un testa coda... Anche “il furfante” è raccolto e la sua riunione ha “molti sbocchi” è multidirezionale, è multifunzionale.
Ora, a patto che non si faccia confusione, affermo che: la riunione accademica è simile a quella che prende il cavallo in difesa.
Per prima cosa, questa riunione polivalente, garantisce al cavallo la massima mobilità in tutte le direzioni ed è l’assetto più adatto ai rapidi cambiamenti di direzione e di velocità. Inoltre, permette di dare immediatamente - su richiesta del cavaliere - il massimo di elevazione alle andature, compatibilmente con il grado di estensione che quest’ultimo intende lasciar loro.
Quando il cavallo è riunito?
- Quando la base di sostegno è raccorciata e questo diventa evidente guardando come i posteriori si posano “al di là” del loro piazzamento naturale che hanno nelle andature libere, cioè i posteriori si "impegnano".
- Quando l'equilibrio della massa è mantenuto, costantemente, il più possibile vicino alla verticale che sta al centro delle basi di sostegno quali che siano le andature.
La riunione vecchia maniera, (Scuola di Versailles) il posteriore era fortemente caricato e l’avantreno fortemente alleggerito.
Il gesto degli anteriori era notevolmente più alto dei posteriori.

Il gesto degli anteriori era notevolmente più alto dei posteriori.
La riunione secondo Baucher “prima maniera” .
Anche e spalle sono fortemente caricati, posteriori e anteriori si alzano alla stessa altezza.
In Germania, la chiamavano ironicamente: lo "stambecco sul picco", e, giustamente facevano notare che i lalli, messi in quell'atteggiamento, perdevano spinta e impulso.

Anche e spalle sono fortemente caricati, posteriori e anteriori si alzano alla stessa altezza.
In Germania, la chiamavano ironicamente: lo "stambecco sul picco", e, giustamente facevano notare che i lalli, messi in quell'atteggiamento, perdevano spinta e impulso.

Conclusione: se è vero che la riunione, come dice Decarpentry, ha diverse forme, e che i lalli si riuniscono/si equilibrano benissimo da soli senza mai aver fatto una "spalle in dentro" o una "testa al muro", allora, per dirla alla JDO:
in equitazione, è necessario poter (saper) indirizzare la massa nella direzione desiderata...
Per completare quest'argomento bisogna capire cosa sono le ramener, l'impegno e la distensione dei posteriori, per farlo, ci affideremo - come al solito - al generale Decarpentry, ma non solo a lui.
Tutto ciò rientra in una cornice più grande, quella di Addestrare i cavalli è semplice, dettato di JDO che abbiamo fatto nostro e che intendiamo sviluppare e diffondere.

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