ramener.
Da Le littré 1880Terme de manége. Ce cheval se ramène bien, il porte bien sa tête.
Terme de manége. Ramener un cheval, lui faire baisser le nez, quand il porte au vent.
La parola è formata da re e amener - portare/condurre, dunque la traduzione è:
ramener (v.)ricondurre, riportare, prorogare, rimettere, rimandare, trascinare
† AMENARE.
V. a. Menare, Condurre. Fr. Amener. [M.F.] Minare, latin., coll'aggiunta dell'A. Non viene dal franc.
Per quanto riguarda il corrispettivo italiano antico, leggiamo il fondamentale dizionario del Tommaseo.
CAMARRA.
S. f. (Veter.) Striscia di cuojo che s'attacca da un capo alle cigne, e dall'altro alla musarola, per incassare e rimetter bene la testa del cavallo. (Mt.)
[Cont.] Gris. Cav. 31. Pochi anni in dietro da molti cavalcatori si usava la camarra, non solo per fermare il cavallo di testa, ma ancora per alleggierirlo dinanzi e alle posate.
Sembrerebbe che in Italia si usasse il verbo incassare. Il colonnello Angioni mi pare che disse che il corrispettivo di ramener in taliano è: piego diretto - piego verticale, che mi sembra corretto anche se è una forzatura. Personalmente credo che incassare inteso per "serrare" - racchiudere sia l'antico corrispettivo del ramener, infatti:
INCASSARE.
V. a. Mettere nella cassa. Cecch. Spir. 3. 2. (C) E da quell'altro? che tu hai Incassatogli in casa?
T. Incassare un morto, Metterlo nella cassa.
2. T. Incassare danaro. Riscuoterlo. Ma propriam. non incassa chi lo riscuote per subito spenderlo. E di questa voce s'abusa.
3. N. pass. e fig. Bart. Ricr. Sav. 1. 14. 232. (M.) Dove gli occhi s'incassano.
4. Fig. Per Serrare, Racchiudere. Viv. Disc. Arn. 32. (C) Alquanto più basso nel mezzo, che alla testate, da fermamente incassarsi dentro le ripe. Probabilmente il lemma si è perso in quel significato "grazie" a Caprilli ma sopratutto grazie ai caprillioni che misero sull'altare l'assetto naturale del lallo e demonizzarono mandarono all'inferno i pieghi, le riunioni e le flessioni.
Visione miope alla base del disastro dell'equitazione italiana che - col ritorno della moda del cavallo - si è trovata spiazzata e subalterna alle "equitazioni" e alle "dome" estere che hanno subito riempito quel vuoto e ci hanno colonizzato.
Stabilita l'etimologia, vediamo la definizione del piego, a che serve, come lo si imposta correttamente, perché lo si usa.
Il nostro punto di partenza, il nostro testo di riferimento è, come al solito, "Equitazione Accademica" - Generale Decarpentry - ed. lavauzelle.
Il nostro punto di partenza, il nostro testo di riferimento è, come al solito, "Equitazione Accademica" - Generale Decarpentry - ed. lavauzelle.

L'azione contro la mano, uguale e contraria è quella che fa il "cavallo con la testa al vento", che si difende cercando si forzare la mano.
Il piego si può ottenere in questi modi:
- tirando la capoccia del lallo indietro verso il suo corpo,
- spingendo il corpo del cavallo verso la sua testa,
- oppure facendo queste due azione allo stesso tempo.
- raccorcia la leva dell'incollatura, in maniera tale che il peso della testa gravi di meno sugli anteriori.
- Aumenta, avvicinando l'inserzione superiore del muscolo omotracheliano che si trova alla nuca, con quella inferiore che si trova alle gambe, l'azione elevatrice di questo muscolo sulle gambe, sviluppando - allo stesso tempo - l'ampiezza del gesto.
- I piedi rimangono dove sono,
- gli arti si inclinano all'indietro e il cavallo si accula,
- e, per sottrarsi da questa posizione scomoda, il cavallo sposta indietro i posteriori e allarga la sua base di sostegno, quando tutta la progressione del dressage è basata sulla riunione.
Infatti, quando il ramener è ottenuto con il restringimento progressivo di inredinamenti applicati e mantenuti in scuderia, l'acculamento e l'allargamento della base di sostegno è pressoché inevitabile.
In qualche modo, si
In qualche modo, si



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