LE OPERE DI "CAVALLARERIA".
Sopra vedete il generale L'Hotte, che non abbisogna di ulteriori presentazioni, con affianco uno sconosciuto "cavallaro" della prima metà del secolo scorso.
Probabilmente è un contadino, un pastore, un commerciante di animali... chissà. Di certo era un benestante, dato che, a quel tempo, solo i nobili, i benestanti e i militari avevano cavalli, mentre i muli e gli asini erano i mezzi di trasporto del "popolo" dell'italietta ancora agricola. Dovete notare che l'assetto e la tenuta di redini del grande cavallerizzo e dell'ignoto cavaliere sono simili... sono uguali, perché? Allora, proviamo a vedere l'equitazione, di ieri e di oggi, con gli occhi di un vecchio cavallaro.



venerdì 5 marzo 2021

Sogno e son mesto...

                                                                                                                                      Il primo essere vivente di cui ho ricordo è un cavalloDovevo essere in braccio a qualcuno dato che la bestia ed io ci guardavamo vis a vis. Eravamo in una stalla, il cavallo era grande, scuro, e aveva un buon odore.Con mia madre, cercai di ricostruire di quale lallo si trattasse e quale periodo potesse essere. Forse si trattava di Bona, una lalla da calesse di mio nonno: don Raffaé.                                                  Quando nacqui - 13 Marzo 1945 - mio nonno aveva smesso da tempo di fare il carrettiere ma continuava a spostarsi col biroccino, appunto, e, oltre a Bona, aveva 2 muli per i lavori in campagna.

Secondo mia madre, Bona (baio oscuro) restò in casa fino al 1947 o forse fino al 1948, poi arrivò Canario un sauro dorato con una bellissima criniera bionda che fu, in seguito, sostituito da un mezzocavallo,  più facile da maneggiare e da governare di nome Cardillo (baio ciliegia con stellina in fronte).
Poco tempo dopo questo cambio  - 1956 - il nonno morì.
Naturalmente ho ricordi vivissimi sia di quei due cavalli che dei due muli citati... e quest'ultimi furono i miei primi destrieri.
Dunque, dovevo avere 2/3 anni per ricordarmi di Bona, ma forse, non è un vero ricordo, può darsi che sia una mia ricostruzione (inconscia) fatta a posteriori ascoltando i racconti di cavalli di mio nonno e di mia madre.
Ma non ha importanza, perché nulla è cambiato... dopo oltre 70 anni ho ancora davanti agli occhi - questa volta ben tangibile - un "cavallo scuro" dal "buon" odore.
Ovvero, tutto è cambiato tranne il mio amore per i cavalli.

Passata (tra poco... pochissimo passerà) la mia generazione, e, forse quella  successiva, il cavallo sarà definitivamente il lallo, l'equitazione, anche quella "etica", sarà guardata con sospetto dalle anime belle e questa bestia avrà finalmente, ufficialmente, legalmente e definitivamente lo stato di animale d'affezione, di animale da compagnia.
I bimbi del 2050, sapranno che il lallo un tempo era un preziosissimo animale da lavoro, d'utilità, ma guarderanno a questo fatto come a una "barbaria" come vediamo i combattimenti dei gladiatori dell'antica Roma o la condizione dell'infanzia ai tempi della Londra di Dickens.
Mi rendo perfettamente conto che non si torna indietro ed è bene che sia così.
INFATTI...
Le due signore sotto hanno all'incirca la stessa età, quella a sx è una farmacista di Abbiategrasso, ha una figlia di 15 anni, avuta quando lei ne aveva 33, va a cavallo da dieci anni seguita da due "cape", ma di equitazione e cavalli non ha ancora capito un cazzo.
Quella a dx è una contadina, ha 7 figli e ha fatto una dozzina di gravidanze, la prima a 15 anni.
Di equitazione non ne sa una minchia ma va a cavallo da quando aveva 7 anni, il padre le ha spiegato quelle 4/5 cose necessarie per restare in sella, da del tu ai cavalli, ma anche ai maiali, capre, vacche, pecore e conigli.
Come ho detto, non rimpiango nulla di quel tempo e bisogna adeguarsi, ma questo non significa mandare il cervello all'ammasso.                                                                                                                           Dunque, siamo/saremo di fronte.... sob: Sarete di fronte ad un bivio, 

  • da un lato l'equitazione etica, etologica, in leggerezza, ragionata, razionale, naturale, dolce... zuccherata... mielosa... 
  • dall'altro la definitiva trasformazione del cavallo in animale d'affezione, in animale da compagnia.
Prendere un cavallo... anzi un lallo sarà più impegnativo,  più responsabilizzante,  più oneroso e  più costoso di un matrimonio, e, a differenza di questo, la relazione uomo/cavallo o meglio: donna lallo, sarà praticamente indissolubile.
Ora, tra le stronzate e le liete puttanate in circolazione è difficile raccapezzarsi, tutti i depositari di classiche ricette e di innovativi metodi fanno di tutto per rendere le cose facili difficili e quelle difficili impossibili.
Ora, se in futuro ci sarà la definitiva trasformazione del cavallo in animale d'affezione, in animale da compagnia, allora tutto quello che c'è scritto nei miei blog, in particolare in questo blog, non ha alcun valore, se invece l'equitazione sarà ancora: l'arte e la pratica di andare a cavallo - allora ci troverete le chiavi per governare l'assioma in maniera più delicata e confacente all'attuale e futuro immaginario collettivo.
Eh già!
Non si può fare la frittata senza rompere le uova, non si può praticare l'equitazione senza sottostare all'assioma di L'Hotte.
In questa sezione, l'equitazione è vista con gli occhi di un cavallaro, perché: "Addestrare i Cavalli è Semplice"... parola di JDO, ma semplice non vuol dire facile!
Ce ne accorgeremo seguendo: Alexis L'Hotte, Jean D'Orgeix, Carlos Maria Ulloa... e Fancois Baucher.

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