Il primo essere vivente di cui ho ricordo è un cavallo. Dovevo essere in braccio a qualcuno dato che la bestia ed io ci guardavamo vis a vis. Eravamo in una stalla, il cavallo era grande, scuro, e aveva un buon odore.Con mia madre, cercai di ricostruire di quale lallo si trattasse e quale periodo potesse essere. Forse si trattava di Bona, una lalla da calesse di mio nonno: don Raffaé. Quando nacqui - 13 Marzo 1945 - mio nonno aveva smesso da tempo di fare il carrettiere ma continuava a spostarsi col biroccino, appunto, e, oltre a Bona, aveva 2 muli per i lavori in campagna.
Ovvero, tutto è cambiato tranne il mio amore per i cavalli.
Passata (tra poco... pochissimo passerà) la mia generazione, e, forse quella successiva, il cavallo sarà definitivamente il lallo, l'equitazione, anche quella "etica", sarà guardata con sospetto dalle anime belle e questa bestia avrà finalmente, ufficialmente, legalmente e definitivamente lo stato di animale d'affezione, di animale da compagnia.
I bimbi del 2050, sapranno che il lallo un tempo era un preziosissimo animale da lavoro, d'utilità, ma guarderanno a questo fatto come a una "barbaria" come vediamo i combattimenti dei gladiatori dell'antica Roma o la condizione dell'infanzia ai tempi della Londra di Dickens.
Mi rendo perfettamente conto che non si torna indietro ed è bene che sia così.
Le due signore sotto hanno all'incirca la stessa età, quella a sx è una farmacista di Abbiategrasso, ha una figlia di 15 anni, avuta quando lei ne aveva 33, va a cavallo da dieci anni seguita da due "cape", ma di equitazione e cavalli non ha ancora capito un cazzo.
Quella a dx è una contadina, ha 7 figli e ha fatto una dozzina di gravidanze, la prima a 15 anni.
Di equitazione non ne sa una minchia ma va a cavallo da quando aveva 7 anni, il padre le ha spiegato quelle 4/5 cose necessarie per restare in sella, da del tu ai cavalli, ma anche ai maiali, capre, vacche, pecore e conigli.
Come ho detto, non rimpiango nulla di quel tempo e bisogna adeguarsi, ma questo non significa mandare il cervello all'ammasso. Dunque, siamo/saremo di fronte.... sob: Sarete di fronte ad un bivio, - da un lato l'equitazione etica, etologica, in leggerezza, ragionata, razionale, naturale, dolce... zuccherata... mielosa...
- dall'altro la definitiva trasformazione del cavallo in animale d'affezione, in animale da compagnia.
Ora, tra le stronzate e le liete puttanate in circolazione è difficile raccapezzarsi, tutti i depositari di classiche ricette e di innovativi metodi fanno di tutto per rendere le cose facili difficili e quelle difficili impossibili.
Ora, se in futuro ci sarà la definitiva trasformazione del cavallo in animale d'affezione, in animale da compagnia, allora tutto quello che c'è scritto nei miei blog, in particolare in questo blog, non ha alcun valore, se invece l'equitazione sarà ancora: l'arte e la pratica di andare a cavallo - allora ci troverete le chiavi per governare l'assioma in maniera più delicata e confacente all'attuale e futuro immaginario collettivo.
Eh già!
Non si può fare la frittata senza rompere le uova, non si può praticare l'equitazione senza sottostare all'assioma di L'Hotte.

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