LE OPERE DI "CAVALLARERIA".
Sopra vedete il generale L'Hotte, che non abbisogna di ulteriori presentazioni, con affianco uno sconosciuto "cavallaro" della prima metà del secolo scorso.
Probabilmente è un contadino, un pastore, un commerciante di animali... chissà. Di certo era un benestante, dato che, a quel tempo, solo i nobili, i benestanti e i militari avevano cavalli, mentre i muli e gli asini erano i mezzi di trasporto del "popolo" dell'italietta ancora agricola. Dovete notare che l'assetto e la tenuta di redini del grande cavallerizzo e dell'ignoto cavaliere sono simili... sono uguali, perché? Allora, proviamo a vedere l'equitazione, di ieri e di oggi, con gli occhi di un vecchio cavallaro.



giovedì 25 febbraio 2021

PIPPONS

 L'immagine quì sotto, descrive l'assetto a cavallo "globalizzato" così come viene insegnato





nelle squole di equitatione che si può riassumere così:
  • baricentro del cavallo e del cavaliere coincidenti,
  • cavaliere seduto sugli ischi,
  • allineamento verticale testa-anca-tallone,
  • "gamba fasciante", che si avvolge come uno straccio bagnato al torace del cavallo,
  • mani basse,
  • contatto sostenuto con la bocca dello lallo,
  • cintura che spinge in avanti...
Il bello è che pure nella monta western hanno adottato lo stesso assetto anche se con staffatura più lunga:
























Il bellissimo è che si tende a rinnegare il vecchio assetto (seduto sulle tasche dei jeans) - che vedete sotto - proponendo una nuova sella western che è strutturata per favorire l'assetto che vedete sopra adottato globalmente ... o quasi, su questo "quasi" ci soffermeremo a lungo.


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.